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Francesca Di Giamberardino
Siamo abituati a raccontare ciò che non funziona. Lo facciamo con facilità, perché il disagio lascia il segno. Molto più difficile, invece, è fermarsi e trovare il tempo per raccontare quando le cose funzionano davvero.
Oggi voglio farlo.
Pronto soccorso pulito e ordinato, bagni curati, personale di una gentilezza rara. Poi il trasferimento in OBI, dove ho trovato un reparto organizzato, stanze ben tenute e, soprattutto, medici e infermieri che non hanno mai fatto mancare un sorriso, una parola rassicurante e tanta professionalità.
In una sola giornata ho ricevuto tutta l'assistenza specialistica di cui avevo bisogno. Anche il primario si è distinto per la sua disponibilità. Allora mi domando: perché siamo così pronti a parlare della sanità italiana solo quando qualcosa non va? Le difficoltà esistono e non vanno negate, ma esistono anche ospedali e professionisti che ogni giorno fanno il loro lavoro con dedizione, competenza e cuore.
No, non stavo sognando. Ho semplicemente incontrato una sanità che funziona. E quando accade, è giusto raccontarlo.
Grazie di cuore a tutti voi. Il vostro lavoro fa la differenza, molto più di quanto immaginiate.
In Pronto Soccorso ho trovato un clima poco accogliente soprattutto da parte dei medici che sembravano quasi scocciati della mia presenza a tarda notte (nonostante il loro lavoro consiste proprio nell’assistere i pazienti). Durante la visita non c’è stata alcun tipo di empatia nei confronti di una ragazza che a tarda notte si trovava da sola in un ospedale e una città che conosce a malapena. Con tono scocciato mi è stato fatto anche notare che non avevo portato con me la documentazione di visite passate perchè ‘mi pesava’ e senza sapere che non vivo stabilmente a Roma. Mi sono sentita quasi a disagio e in colpa ad essermi recata al pronto soccorso di un ospedale, che in teoria dovrebbe essere un luogo sicuro per un paziente. Esperienza che non ripeteró mai piú in vita mia.
Ho accompagnato mio marito ad un controllo... Parcheggio trovato un po' lontano dal Policlinico e quindi strada a piedi sotto il sole. Arrivati in sala d Attesa dell ambulatorio mio marito è svenuto. Subito sono accorsi infermieri e medici che lo hanno portato sul lettino con flebo di liquidi e altre terapie. Subito fatti i parametri vitali che erano ok. E fino a qui ok. La stella è per loro che lo hanno soccorso in modo ineccepibile. Ora viene l amaro. Ovviamente quando si sviene vengono fatti approfondimenti per capire la causa e quindi lo hanno trasferito al PS . Io nove ore di attesa in una sala senza finestre né aria condizionata..con dei senzatetto che dormivano sulle sedie. Dopo la cena mi hanno fatta entrare per parlare col medico che ha detto che da quello che avevano fatto non si evidenziava granché ma che lo avrebbero trattenuto per la notte per poi decidere il giorno dopo. Dopo il colloquio sono andata a vederlo... Ho pianto... Era in un lago di sangue perché si era sfilata l agocannula e nessuno se n era accorto.. lui prende anticoagulanti quindi vi lascio immaginare. Era zuppo di pipi perché nessuno gli aveva portato un pappagallo.. l ho elemosinato io agli specializzandi.. poi febbre e senza acqua. La mattina dopo mio marito ha firmato e siamo tornati a casa... Scappati da
Sono stato al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I / Sapienza per dolore all’orecchio sinistro e riduzione dell’udito, con la sensazione di avere l’orecchio “sott’acqua”. Avevo già avuto un problema simile all’orecchio destro pochi giorni prima, quindi volevo essere controllato da un otorinolaringoiatra.
All’accettazione mi è stato detto che sarebbe arrivato il medico ORL e che dovevo solo aspettare. Ho aspettato circa 2 ore. Dopo l’attesa, mi è stato detto che il medico ORL oggi non era disponibile e che potevano prenotarmi una visita per lunedì.
Sinceramente sono rimasto molto deluso. Sono venuto al Pronto Soccorso perché avevo dolore all’orecchio e un calo dell’udito, non per aspettare 2 ore e poi sentirmi dire che il medico ORL non lavora nel weekend. Inoltre devo pagare 25 euro di ticket per una visita che non mi ha dato una vera soluzione immediata.
Capisco che il Pronto Soccorso debba dare priorità ai casi più urgenti, però sarebbe stato corretto informarmi subito che il medico ORL non era disponibile, invece di farmi aspettare dicendo che sarebbe arrivato.
Consiglio a chi ha problemi all’orecchio di non venire qui di sabato o domenica aspettandosi una visita ORL: probabilmente vi diranno solo di prenotare per lunedì.
Ho avuto necessità di recarmi alle 4 di notte al pronto soccorso per delle complicanze dopo un intervento chirurgico manifestatesi con un prolungato sanguinamento di oltre 5 ore, chemi hanno preoccupato. L'accettazione è stata rapida ed il rilievo dei parametri, analisi, etc. altrettanto rapido. I medici dei vari turni, oberati dai pazienti, sono stati tutto sommato validi anche se di poche parole. Quello che invece ho trovato nauseante è stata la sciatteria, totale mancanza di empatia, scarsa professionalità di quasi tutto il personale infermieri e ausiliari. Ho trovato l'esperienza degradante e alcuni attegiamenti del personale quasi umilianti nei confronti di chi si trova in un momento di prostrazione fisica e psicologica. Avendo trovato una soluzione di assistenza domiciliare ho firmato dopo circa 12 ore e me ne sono andato
Domenica 14 giugno sono stata ricoverata per una fibrillazione atrialica, sono stata accolta con cortesia e competenza, poi trasferita nella Piastra 2. Qui ho trovato del personale medico e infermieristico veramente gentile e preparato. Giorno e notte correvano per assistere e confortare i ricoverati, con un sorriso per tutti. Grazie a voi
Mi sono recata in questo pronto soccorso intorno alle 00:15 a causa della sensazione molto precisa di avere una spina di pesce conficcata in gola. Sono stata visitata da due otorinolaringoiatri, che mi hanno controllata anche con strumentazione, ma con un atteggiamento frettoloso e poco professionale, facendomi sentire come se stessi esagerando o facendo perdere loro tempo.
Sono stata dimessa con la convinzione, da parte loro, che non avessi nulla. Tuttavia, il fastidio è persistito per tutta la giornata successiva. Arrivata a casa, facendo un semplice controllo con la torcia del telefono, è stata effettivamente individuata la spina.
Trovo grave non tanto l’errore diagnostico — che può capitare — quanto l’atteggiamento poco rispettoso e superficiale nei confronti del paziente. Quando una persona riferisce un sintomo così specifico e localizzato, meriterebbe ascolto e attenzione, non sufficienza.
Esperienza molto deludente.
Soprattutto la sala di attesa dei parenti in PS è al chiuso a differenza di altri ospedali! Anche l Umberto I ha la possibilità tramite app di scansionare il QR code assegnato all accettazione del paziente così da seguire passo passo cosa gli accade in PS