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Silvia
Nonostante il momento di grande dolore e difficoltà che ho dovuto affrontare, tutto è stato vissuto con una serenità che mai avrei pensato possibile.
Sono stata operata presso l'Istituto di Candiolo dal Prof. Turco Luigi e sento il bisogno profondo di esprimere tutta la mia gratitudine. Qui ho incontrato un livello di professionalità e competenza che definire eccellente è riduttivo. Il Prof. Turco è un chirurgo straordinario, ma soprattutto una persona di rara sensibilità, capace di trasmettere sicurezza, fiducia e una calma preziosa in ogni istante.
Ciò che ha reso questa esperienza positiva è l’insieme: professionalità e organizzazione impeccabile, precisa, efficiente in ogni dettaglio, dove nulla è lasciato al caso. Medici infermieri e tutto il personale lavora con una dedizione autentica, con attenzione continua e sincera verso il paziente.
Mi sono sentita davvero seguita passo dopo passo, ascoltata e compresa. In questa struttura si fondono l'eccellenza medica con un'organizzazione perfetta e una straordinaria umanità in modo raro e prezioso.
Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto per me.
Buongiorno mi chiamo Silvia sono una paziente oncologica. Ho appena fatto il prelievo di sangue in data 3 luglio 2026 da Maicol un infermiere della sala prelievi oncologici con le mani di fata.......non ho sentito l'ago entrare nella vena. Mai successo in 61 anni! Complimenti a Maicol!
Mio marito è stato curato in questo ospedale e purtroppo abbiamo avuto un’esperienza molto negativa.
Durante tutto il percorso ci è sempre stato detto che andava tutto bene. Dopo 18 cicli di chemioterapia, però, la situazione è peggiorata improvvisamente e ci è stato detto che gli restavano solo due mesi di vita.
Il problema più grave è stato questo:
non siamo mai stati informati in modo chiaro sugli effetti collaterali delle cure. Non c’è mai stato un vero confronto sull’andamento della malattia. Nonostante fossimo stranieri, non è stato previsto nemmeno un supporto con interprete.
Ci siamo trovati completamente impreparati ad affrontare tutto questo.
Dopo la morte di mio marito, non abbiamo ricevuto alcun tipo di supporto o orientamento. Ci siamo sentiti completamente soli.
Scrivo questa recensione affinché chi sceglierà questa struttura sia più consapevole. Fate domande, informatevi bene e non date nulla per scontato.
Ho aspettato un anno a scrivere questa recensione, ma lo devo a mia mamma per raccontare il calvario che ha dovuto subire.
Ci siamo rivolti all’Istituto Candiolo per un secondo consulto su una recidiva di tumore alla mammella. Mentre a Varese sconsigliavano l’operazione proponendo una chemio più aggressiva, a Candiolo la senologa si è mostrata estremamente enpatica e ottimista. Ci ha parlato di un intervento quasi "di routine", risolutivo o gestibile al massimo con la radioterapia.
Ci sono stati presentati solo i PRO, mai i CONTRO, MAI i rischi, MAI le problematiche che avrebbero potuto sorgere. E quando ti paventano una soluzione definitiva con tale sicurezza, come fai a non fidarti?
L'intervento è avvenuto il 6 febbraio. Mia mamma aveva già un linfedema prima dell'intervento, ma anche in quel caso nessuno si è posto il problema di illustrare un ipotetico rischio o una conseguenza che l’operazione avrebbe potuto avere sul quel braccio.
Il risultato? Tumore tolto solo in parte, braccio grande il triplo e soprattutto dolori atroci.
Si è saputo solo dopo che il braccio non sarebbe più tornato come prima e che, anzi, in casi di dolore non gestibile l'unica ipotesi sarebbe stata l'amputazione: giusto una cosa da niente.
Poi, l'attesa: un mese per una biopsia necessaria a iniziare la cura. Giornate infinite per i prelievi e visite con oncologi ogni volta diversi. Mia mamma non è stata ascoltata nemmeno quando ha segnalato che il farmaco scelto era già stato usato senza successo. Quando si sono accorti che la cura non funzionava, hanno rimandato tutto al mese successivo per altri accertamenti.
Secondo voi com’è andata a finire?
A quel mese mia mamma non ci mai è arrivata.
Gli ultimi due mesi della sua vita sono stati segnati da pianti, angoscia e dal rimorso per quella decisione presa. Se solo fossero stati onesti, invece di venderci l’illusione della guarigione, avremmo fatto scelte consapevoli. Forse l’epilogo sarebbe stato lo stesso, ma almeno non ci sarebbe stato l’inganno.
Impossibile riuscire a prenotare una visita, aspetti 30 minuti al telefono e quando finalmente dovrebbe essere il tuo turno, buttano giù il telefono! Quando per caso riesci a parlare ognuna ti dà una risposta diversa, comunque il senso è che non c'è mai posto, solo che alcune operatrici lo dicono in modo gentile e invece altre, una in particolarmente, è veramente maleducata. Ottime cure ma pessima gestione visite!
Sentire il bisogno di scrivere una recensione per un reparto oncologico nasce dal desiderio di dire grazie a chi, in un momento di buio, accende una luce. Il reparto di Ginecologia Oncologica dell’IRCCS di Candiolo non è solo un centro di eccellenza medica, ma un luogo dove la cura della persona viene prima di tutto.
Il mio ringraziamento più profondo va al Dottor Turco. La sua professionalità e competenza sono indiscutibili , ma ciò che lo rende straordinario è la delicatezza rara con cui ha trattato mia mamma e la sua patologia. Ha saputo spiegare, rassicurare e agire con una sensibilità che ci ha fatto sentire protetti e mai 'solo un numero'.
Un encomio speciale va alla Dottoressa Zorzi: la sua empatia è un dono prezioso. In un percorso così difficile, trovare un camice che sappia guardarti negli occhi e comprendere le tue paure fa una differenza immensa.
Ma la forza di questo reparto è la sua incredibile squadra. Il mio elogio si estende a tutti coloro che vi lavorano, nessuno escluso.
È raro trovare una sintonia così perfetta tra competenza tecnica e calore umano, dal primo dei medici all’ultimo degli ausiliari. Grazie di cuore a tutto lo staff di Candiolo per quello che fate ogni giorno e nello specifico, per ciò che avete fatto per noi.
Sono in cura a Candiolo dal 2017 ,ho trovato personale eccezionale , qualificato gentile e parlo di tutti quelli che lavorano nella struttura Ma il 9 /6/26 ero in sala d'attesa x prenotare mammografia e densitometria,in quel momento, un gruppo di ragazzi usciti dalla mensa si sono fermati a prendere il caffè alle macchinette,hanno fatto molto casino Senza curardi dei malati infastiditi .Mi ha dato fastidio un ragazzo che si lamentava di un carabiniere che l'ha fermato perché stava usando il cellulare,la cosa che non mi è piaciuta è che il ragazzo ha detto ad alta voce che prima o poi anche quel carabiniere sarebbe dovuto passare a Candiolo,un augurio pessimo che non bisogna augurare neantal peggior nemico.
Do' una stella non all'ospedale ma alle segretarie dell'accettazione.
Di una scortesia unica e sorrisino sarcastico quando si sono rese conto che mi avevano prenotato un ecografia che li non si fa'.
Una vergogna