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Flavia POLZELLA
Qualche giorno fa mi sono recata presso il pronto soccorso del Campus Bio-Medico accompagnando mia madre, che presentava sintomi tali da richiedere una valutazione urgente.
Abbiamo trascorso NOVE ore all’interno della struttura.
Nel corso di questo tempo ho avuto la sensazione che l’ascolto e l’attenzione riservati ai pazienti fossero, in diversi momenti, insufficienti rispetto alle condizioni di fragilità presenti.
Comprendo perfettamente le difficoltà del lavoro in pronto soccorso, i turni gravosi e la pressione costante a cui il personale sanitario è sottoposto. Tuttavia la mia impressione è stata che, in alcuni casi, la disponibilità e l’attenzione riservate alle persone dipendessero più dall’atteggiamento con cui queste riuscivano a porsi che dal loro reale stato di bisogno. Ma chi soffre non sempre riesce a mostrarsi paziente, lucido o collaborativo. Ed è proprio in quei momenti che dovrebbe trovare dall’altra parte equilibrio, ascolto e umanità.
Questa sensazione è stata rafforzata da quanto accaduto nel corso dell’attesa a mia madre dove è stato effettuato un prelievo e una flebo solo a seguito un episodio di vomito mentre era ancora in sala d’attesa.
Per assurdo la situazione non è stata inizialmente presa in carico in modo immediato dal triage ma è stata una persona (esterna al personale ospedaliero) presente nella sala ad intervenire per segnalare la criticità e chiedere assistenza, sottolineando che si trattava di una paziente visibilmente in difficoltà. Solo a quel punto mia madre è stata fatta entrare, venendo successivamente posizionata su una barella, inizialmente senza bracciale identificativo, cosa che ha generato ulteriore confusione.
Ciò che ritengo più rilevante, tuttavia, non è questo.
Nonostante la gravità - poiché i conati di vomito uditi da tutti i pazienti in attesa si potevano sentire anche dal personale del triage, considerata la vicinanza ai servizi igienici - il giorno successivo alla dimissione mia madre continuava a presentare febbre. Dunque a casa è stato necessario richiamare il pronto soccorso e successivamente è stata presa in carico presso l’Ospedale Sant’Eugenio, dove è stata ricoverata e sottoposta a intervento chirurgico URGENTE per un’infezione renale.
Questo elemento, a posteriori, rende inevitabile una riflessione sulla valutazione clinica effettuata durante il precedente accesso.
I pazienti possono essere difficili, spaventati, stanchi, talvolta anche poco collaborativi.
Ma chi arriva in pronto soccorso non arriva nel momento migliore della propria vita.
Ed è per questo che ci si aspetta qualcosa in più della sola esecuzione di un compito.
Questo non cancella la complessità del lavoro svolto nei pronto soccorso né le difficoltà quotidiane del personale sanitario.
Ma rende difficile liquidare quanto accaduto come semplice percezione soggettiva o eccesso di preoccupazione.
Oltre a rendere difficile comprendere la valutazione clinica effettuata in fase di dimissione, alla luce dell’intervento chirurgico urgente eseguito il giorno successivo. E mi conferma un quadro superficiale e pressappochista.
Scriverei anche altro ma non c'è più spazio per la segnalazione che proseguirà altrove. Sono estremamente delusa e sconvolta.
Inutile vantare la tecnologia, la dea ecc.. se poi avete gli ortopedici che staccano alle 20.00! 3 ore e 30 di attesa e ancora in sala di attesa senza essere visitata con 2 possibili fratture nel corpo… ah e naturalmente senza visita neanche antidolorifici si possono dare! Alla fine sono andata a casa con ancora 9 persone prima di me a prendermi un antidolorifico!
Rispetto al ps di frascati meriterebbe 5 ma dò 3 x diversi motivi, tra i quali: un'infermiera cinica che se stava tranquillamente seduta davanti al pc ( nella sala OBI ) mentre mio padre vomitava ed io correvo a cercare un medico; un infermiere, con occhi azzurri , che m'ha urlato in faccia mentre la dottoressa del reparto, dove sarebbe stato trasferito mio padre, mi parlava; siamo arrivati intorno alle 1815, e m hanno permesso di vedere mio padre soltanto il giorno successivo alle 13 ( orario di visita).Per i malati di Alzheimer e simili dovrebbero disporre una procedura che permetta ad un parente di stare con loro sempre. Nn avevano camici di ricambio e mio padre è stato nudo fino al mattino dopo neanche il pigiama gli hanno permesso d'indossare x evitare di avere freddo. 2 OSS italiane maleducate, scontrose e lavative. Escluso quanto sopra e considerato che si tratta di un reparto d emergenza, ho trovato scrupolosità nella diagnosi e disponibilità da parte del personale tutto. Ringrazio i due OSS stranieri e l infermiera, nn ricordo se suo nome fosse Daniela, ma ricordo che ha tre figli, per l umanità dimostrata verso mio padre , me e tutti gli altri pazienti
Pulito,si!
Nuovo,si!
Efficente,No!
Ritengo questo pronto soccorso qualcosa di molto lontano da quello che dovrebbe essere un pronto soccorso.
12 ore dico 12 per un infiammazione all'appendice che neanche hanno visto bene , fatta eco.....forse serve una tac....a no ,basta un consulto medico.
Dimissione fatta andando per tentativi
Foglio di dimissioni non firmato.
Personale anche molto sgarbato e maleducato.
Se avete veramente bisogno di andare ad un PD, evitate accuratamente il Campus Biomedico
pessima esperienza. 9 ore di attesa e siamo ancora qua dalle 18,23. il paziente è paziente, ma fino ad un certo punto: siamo stanchi tutti. non si capisce perché altro paziente sempre col mio codice ma arrivato molte ore dopo sia stato chiamato prima di me che ho almeno tre ore di attesa in più rispetto a lui. stesso codice, non codice diverso
Mi sono presentata in pronto soccorso di notte, con mestruazioni, in preda a dolori lancinanti al basso ventre, incapace di reggermi in piedi, dopo aver vomitato per un'ora. Urlavo dal dolore. Non mi sono stati fatti esami strumentali né visite approfondite. Sono stata dimessa qualche ora dopo con la frase: "è tutto normale, vedrai che quando andrai in menopausa sarà peggio". Mesi dopo, grazie a me stessa e alla mia insistenza, ho scoperto di avere una malattia cronica invalidante con una cisti di 3 cm all'ovaio dx. Complimenti per la professionalità.
Vorrei segnalare un elogio su tutti i fronti per tutti i medici del PS che mi hanno visitato il 26/12/2025 intorno alle ore 18 circa per dolori da ernie paraombelicali, dovuti ad occlusione intestinale da ernia incarcerata, ed operato in urgenza poco più tardi. In primis verso la Dott.ssa della prima visita che dall'ecografia ha voluto ulteriormente analizzare più a fondo qualcosa di cui si era accorta ma che non era ben visibile da questa poiché nascosta dalla grandezza dell'ernia; appunto l'occlusione intestinale e poi verso tutti gli altri, chirurghi, medici ed equipe dell'operazione, bravi competenti, scrupolosi ,attenti e successivamente disponibili e comprensivi verso le esigenze del paziente, da estendere anche a tutto il personale infermieristico del reparto. Grazie a tutti per la professionalità e per l' alta competenza dimostrata.
A differenza di tante recensioni negative io ieri sono stata al pronto soccorso per un problema di disfagia e aritmia cardiaca e ho voluto provare questo pronto soccorso. Premetto io vengo da Aprilia e mi sono trovata benissimo. Sono stata subito guardata e il dottore molto empatico e gentile mi ha spiegato come procedere e mi ha dato l opportunità oggi di fare una visita otorinolaringoiatrica gratuita. Niente da dire anche la visita con l orl oggi. Mi hanno fatto il fibroscopio e Gli specializzandi mi hanno detto cose che neanche un medico ha saputo dirmi. Molto contenta. Continuo a dire che x adesso il campus non mi ha mai deluso. Ho fatto due interventi importanti in questa struttura e mi sono trovata bene e adesso ho provato anche PS e x me è approvato. Su qualcosa sicuramente potrebbero migliorare, ma anche gli altri ospedali potrebbero farlo. Un grazie al campus